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Anche se l'alimentazione vegana è a ragione una delle diete più auspicabili, c'è da fare una differenza tra i diversi tipi di cucina; questo soprattutto se oltre al fatto di non voler impiegare alimenti di origine animale ci si propone anche di mettere in pratica una cucina che sia il più naturale possibile. Con ciò si vuole porre l'attenzione su quanto sia importante e vitalmente differente cucinare in modo naturale, così da non "strapazzare" eccessivamente gli alimenti, mantenendo intatte (o quasi) le loro proprietà nutrizionali e trovando le combinazioni che ci permettano di mantenere un buono stato di salute.
L'obiettivo è quello di non affaticarci con le nostre stesse mani con ciò ce mangiamo, ma cercare di ottenere il meglio da ciò che ci nutre.

...per capirci meglio...

Spesso le ricette vegane sono trasposizioni 100% vegetali dei più classici piatti della cucina mondiale. Questo comporta l'impiego di metodi di cottura che nella maggior parte dei casi alterano le proprietà nutrizionali degli alimenti, a volte distruggendole quasi del tutto al solo scopo di valorizzare il gusto finale della portata. Per fare un esempio: la golosa torta salata di tofu e spinaci, nella versione comune prevede di lessare gli spinaci, saltarli in padella con olio e aglio, sale, mescolarli al tofu e poi imbottire ben bene un rotolo di pasta sfoglia e infornare il tutto. Contando che le vitamine sono le prime a perdersi con l'eccessiva cottura, è comprensibile che quelle contenute negli spinaci siano notevolmente calate al momento di mangiare una fetta di torta salata. Ok, gli spinaci impoveriti di questa torta non rappresentano il grosso problema alimentare da risolvere, ma se si ragiona sul lungo raggio e si calcola che il 90% di ciò che mangiamo viene cotto e manipolato più del necessario, possiamo ben capire che di quello che potenzialmente potremmo introdurre nel nostro organismo ne distruggiamo una parte considerevole; e questa operazione si ripete per almeno due volte al giorno, per settimane, mesi, quanti anni?
Logicamente la cucina vegana è la più consigliabile, in quanto è ricchissima di verdure e quindi di vitamine, fibre e minerali, ma c'è modo e modo di cucinare, quindi conviene fare un ulteriore passo avanti e trarre il maggior beneficio possibile da ciò che mangiamo.
Per valorizzare gli alimenti è necessario comprendere che in qualsiasi caso più un alimento viene manipolato più si impoverisce, e più risulta elaborato più a noi costa energia per essere digerito (basta pensare a un piatto di lasagne con soffritto, besciamella, pasta, ragù, indubbiamente buono ma pesante...). Il pasto è un momento per "fare benzina", ciò on toglie che sia anche un momento di piacere e di relax, ma fondamentalmente noi mangiamo per vivere, e per vivere bene abbiamo bisogno di sapere COSA stiamo mangiando.

carrot

un piatto equilibrato...

E' fondamentale alzarsi da tavola sazi, non appesantiti e soddisfatti. Un pasto equilibrato dovrebbe essere così composto:
* PRANZO:
- un'insalata mista con verdura cruda. Ad esempio un po'di lattuga con delle carote, del sedano e della verdura di stagione cruda. Questo serve per preparare lo stomaco, infatti la verdura cruda contiene gli enzimi che sono la base per una buona digestione, e inoltre le vitamine in esse contenute non vengono distrutte con la cottura.
- come primo piatto scegliere un cereale con delle verdure cotte. Detta così può sembrare limitata come scelta, in realtà le possibilità sono molte: variare trapasta di grano, kamut, orzo, miglio, farro, riso, quinoa, amaranto, mais, grano saraceno, e tutte le verdure che sono di stagione. Come condimento è consigliabile impiegare al posto del sale il gomasio o il sale marino grezzo, l'olio di oliva, e introdurre l'olio di semi di lino, che rappresenta una fonte vegetale di acidi grassi omega 3. E' ovviamente preferibile consumare cereali integrali al posto di quelli raffinati...
Per dare qualche idea: si potrebbe preparare un piatto pasta con le cime di rapa, pasta o riso con i cavolfiori, pasta di kamut con i fagiolini, miglio con le verdure al forno,...o altrimenti cuocere il cereale prescelto con un po' di sale, condirlo con olio e accompagnarlo ad una porzione di verdure cotte a vapore.

Qui termina il pranzo, equilibrato, nutriente e leggero. E' inutile riempirsi di cibi pesanti, fritti, soffritti e rifritti, conditi in modo esagerato e senza nessuna logica di abbinamento in termini di qualità nutrizionali. E' tutta energia sprecata.

*CENA:
- si comincia con un piatto di verdure crude e/o un'insalata come a pranzo.
- come primo piatto invece si preferiscono le proteine vegetali ai carboidrati, accompagnati dalle verdure cotte. Quindi niente cereali, bensì legumi. La scelta è piuttosto vasta: ceci, lenticchie, tutti i tipi di fagioli (cannellini, borlotti, mung, lamon, azuki rossi, dell'occhio, neri, kidney, corona,...), piselli, fave, soia,..e relative farine. Ovviamente rientra nel discorso anche il tofu insieme al tempeh, che possono essere riscaldati in padella e accompagnati da delle verdure cotte.
A qualcuno i legumi potrebbero creare dei problemi di digestione e di intestino, in questo caso si consiglia di metterli in ammollo con un pezzo di alga (di circa 5 cm), sciacquarli e poi farli bollire insieme ad un po' di cipolla, una carota e un pizzico di sale.

tirando le somme...

* preferire la cottura al vapore, soprattutto per le verdure
* non eccedere con i condimenti
* preferire piatti semplici, non troppo elaborati
* mangiare a pranzo i carboidrati e alla sera le proteine
* concedersi il dolce due-tre volte alla settimana

Logico è che queste sarebbero linee guida da seguire abitualmente, ma se una volta tanto abbiam voglia di mangiarci una superpizza non succede nulla... E' sul lungo periodo che si vedono i risultati, e dato che l'alimentazione è implicata per buona parte nel nostro livello di salute, beh...conviene farci un pensierino!